(Non) siamo pronti

E’ da tanto che volevo scrivere questo pezzo, ma come sempre mi riduco all’ultimo momento. Vabbè. Comunque, sto scrivendo perchè tra poche ore, qui a Firenze, avremo la proposta di abbinamento.
L’abbinamento.
Per chi del mondo dell’adozione ha esperienza o conoscenza, sa quanto sia importante questo momento.
Per tutti gli altri, questa parola è sconosciuta. Proverò a spiegarla in poche frasi.
Domani,  o meglio tra poche ore, una signora gentile ci farà sedere davanti a una scrivania, prenderà una cartellina, la aprirà, e ci dirà che in Etiopia c’è un bimbo o una bimba (speriamo bimba), che si chiama X , che ha un’età indefinita, con una storia di cui si sa qualcosa, con una cartella clinica che è incompleta, oppure perfetta, oppure rappezzata alla bell’e meglio. In ogni caso, questo bimbo o questa bimba (speriamo bimba) non è UN bimbo. E’ IL bimbo. Quello che hanno abbinato alla nostra famiglia. E se accettiamo la proposta di abbinamento (essendo una proposta, può essere accettata o meno, anche se non è chiaro se e come si possa rifiutare), il prossimo passo sarà recarsi in udienza tra poco più di un mese da un giudice. Ad Addis Abeba. Con il bimbo o la bimba (speriamo bimba).
Ebbene, dopo oltre due anni  dalla presentazione della domanda, dopo  incontri con psicologi, assistenti sociali, famiglie adottive, famiglie che adotteranno, e ancora psicologi, dopo chilometri macinati per portare carte e mostrare che siamo capaci di intendere e di volere, dopo vaccini, psichiatri e dottori, dopo aver progettato una stanza, cambiato programmi e riprogettato un’altra stanza, pitturato i muri e comprato i letti, dopo tutto questo, ora che il momento tanto atteso sta per arrivare…
Ebbene, non siamo pronti.
Da quando ho ricevuto la telefonata dall’ente che mi proponeva l’appuntamento di domani, il mio cervello ha smesso di funzionare. Come fosse ubriaco, vuoto, stanco. Tornavo a casa da lavoro barcollando, pensando che è troppo presto, che credevamo (speravamo) che questa telefonata arrivasse tra un paio di mesi, che dovrei studiare per l’esame di stato e che non so come farò, che non abbiamo i soldi (a proposito, grazie ancora a chi ci sta aiutando e a chi si è aggiunto in queste ultime ore, e grazie a chi lo farà prossimamente… ho aggiunto il link nella colonna qui a destra, per chi vorrà ancora contribuire) e che non abbiamo tempo, che vorrei poter essere presente ma che se accadrà nei tempi dichiarati dovrò essere in Etiopia nel momento lavorativamente meno opportuno, che avrei voluto fare alcune cose prima che non so se, come o quando potrò fare…
Tutti pensieri stupidi, forse, ma che il mio cervello elabora in continuazione. Forse siamo una famiglia “anomala” anche in questo: laddove tutti vedono la luce in fondo al tunnel, un tunnel fatto di spasmodiche ed interminabili attese, noi no, noi avremmo sperato in un po’ di tempo in più.
Già, ma poi pensi che domani ti diranno che la tua famiglia si allargherà, che questo bimbo o bimba (speriamo bimba) già ci aspetta, che in fondo, quando ho confidato a mio fratello queste paure ma concludendo con un ” in ogni caso sarò di nuovo papà” lui mi ha risposto “ti ricordo che l’altra volta era stato più traumatico”. Ed ha ragione. L’altra volta, proprio nello stesso albergo di Firenze da cui sto scrivendo, quando il test di gravidanza ci ha sorpreso con una risposta positiva, non ce l’aspettavamo. Abbiamo pianto, a lungo. Il nostro cervello aveva smesso di funzionare. Come fosse ubriaco, vuoto, stanco. Poi però ci guardammo in faccia, io e Gabriella, e capimmo che sì, sarebbe stato difficile, ma la nostra storia, quella di noi come famiglia, stava iniziando, e andammo avanti. Guardando Daniele qui accanto a me, posso dire che non avremmo potuto scegliere nessun altro percorso migliore di questo.
E domani saremo lì, davanti a quella piccola foto, del bimbo o della bimba (speriamo bim… oh, ma in fondo chi se ne frega). E probabilmente piangeremo.
Non siamo pronti. Ma non importa, pronti non si è mai.

Fateci gli in bocca al lupo.

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2 risposte a (Non) siamo pronti

  1. Non vedo l’ora di sapere come va!!
    In groppa al riccio!!

  2. Jacopo ha detto:

    Siete prontissimi, perchè consapevoli!!
    Forza ragazzi, un abbraccio.

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