L’esibizione del pensiero razzista

Ho grosse difficoltà nello scrivere questo post, ma sento di doverlo fare.
Ultimamente sono molto “preso” dalla campagna elettorale del paese di mia moglie, Buja, sia per motivi “familiari” (Gabriella è candidata al consiglio comunale) sia per personale interesse, ritenendo che il modo migliore per fuggire dall’antipolitica e dalle lamentele tardive è partecipare, sia nei dibattiti sia attivamente nella vita di un paese, oltre che farsi una propria opinione e non nasconderla.
Per questo, a lungo ho detto la mia nei dibattiti online con i candidati, su Facebook, a volte confrontandomi duramente con chi non è d’accordo con me, ma sempre nel rispetto dell’altro. E per questo motivo, nel momento in cui sono cominciate le offese personali e gratuite da parte di identità inesistenti, ho preferito non continuare e lasciare il dialogo agli altri per evitare di venire trascinato in discorsi di evidente pochezza.
Ma non posso passare oltre quanto successo qualche giorno fa, che definire sconcertante è dir poco.
Ho sempre pensato che per mio figlio un paese come Buja, immerso nel verde, relativamente piccolo (quasi 7000 abitanti) e “a misura di famiglia” potesse essere il posto migliore per accoglierlo, anche più di una città più “multietnica” come Trieste, e questo mi ha portato ad avere un po’ di serenità nella scelta di un ritorno a Buja. In fondo sarebbe stato meglio anche per il bimbo, no?
Poi, parlando di fondi per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri, il sindaco reggente uscente, nonchè vicesindaco per 9 anni, nonchè candidato a sindaco, ha avuto il coraggio di uscire con una dichiarazione di questo tipo.
Se qualcuno ha dei dubbi sul suo pensiero, o ritiene che “gli sia scappata”, sappia che il suo concetto è stato anche ampiamente ribadito nel prosieguo della discussione, con altri termini altrettanto chiari e vergognosi.

Sono passati alcuni giorni, fino ad oggi ho provato a non mischiare, nei miei discorsi, il bene comune con il privato, ma non posso lasciar passare un così vergognoso discorso razzista.
Mi spiegate come posso essere tranquillo nel pensare che mio figlio, con la pelle nera (non “abbronzata”, non “scura”, nera) possa vivere in un luogo dove il rappresentante dei cittadini si esprime come un abitante della Louisiana di fine ottocento? Come posso non pensare che i figli di gente che la pensa come lui crescano ascoltando concetti lontani anni luce da quell’accoglienza, quell’amore che ogni bambino, OGNI ESSERE UMANO dovrebbe sentire attorno a sè?
Come posso non preoccuparmi del fatto che, quando crescerà, verrà spesso visto con diffidenza da chi condividerà i suoi luoghi?
Come posso non immaginare che il pensiero che ci avvolgerà e che verrà spesso declinato (quasi sempre alle nostre spalle) sarà: “Poverino, ma a questi genitori chi glielo ha fatto fare di prenderlo così?”
So già che l’amore che molte splendide persone, che continuano a supportarci giorno dopo giorno, daranno a nostro figlio ci aiuterà nella sua e nella nostra crescita. Ma di certo in un momento come questo, nel quale tutti i dubbi e le paure aumentano, le frasi e i termini vergognosi di colui che dovrebbe essere rappresentante della comunità, di quella comunità che accoglierà nostro figlio, non ci rendono tranquilli.

E’ evidente che non si tratta di una gaffe. Se provate a cercarlo su Facebook, non lo troverete, il post è stato cancellato. Ma prima l’autore ha avuto il coraggio di scusarsi se i termini usati abbiano offeso qualcuno, che si tratta di un fraintendimento e che la sua frase è stata strumentalizzata.
La toppa è peggio del buco. Vuol dire che non ci si rende nemmeno conto della gravità.

“Negro” non può essere frainteso.

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28 risposte a L’esibizione del pensiero razzista

  1. Massimo Ursella ha detto:

    Secondo me questo post a tre giorni dal voto mi sa tanto di campagna elettorale.
    Non capisco perché non postarlo interamente ma solo in alcune parti, visto che ce l’hai…

    Da anni faccio volontariato sociale e sono stato anche a fare dei workcamp di volontariato internazionale avendo la fortuna di entrare in contatto con giovani di tutto il mondo.

    Sono convinto che l’integrazione sia importante ma non si può negare che il problema immigrazione esiste.

    • anmaneri ha detto:

      Da tre giorni quelle parole mi girano in testa, avrei voluto trattenermi ma sono troppo preoccupanti per poter soprassedere, e mi sento toccato personalmente.
      Fa piacere che tu faccia volontariato sociale (che c’entra, poi?) e che tu ritenga che il problema immigrazione esista, ma il discorso precedente (fondi per l’inglese agli italiani vs. italiano agli immigrati) esula da quanto detto, sono naturali scelte politiche su cui si può essere d’accordo o meno, e per questo non l’ho riportato.

      Il tuo bollare questo mio sfogo come campagna elettorale mi sa di incomprensione della gravità di quanto detto dal tuo candidato.

      • Massimo Ursella ha detto:

        La parte sul volontariato sociale era una premessa alla frase successiva. Un voler sottolineare che conosco l’argomento.

        Io continuo nell’idea che si tratta di campagna elettorale perché:
        •tua moglie è candidata;
        •ne parli a pochi giorni dal voto;
        •perché ne parli su un blog privato.. perché? per far vedere che siete brave persone ed adottate un figlio?
        •perché invitate la gente di Buja ad andare a leggere il post….
        •perché dai del razzista in maniera superficiale a una persona. Il senso completo del discorso ed il contesto sono cose fondamentali.

      • anmaneri ha detto:

        Potrei dire lo stesso di te a proposito di campagna elettorale, essendo candidato anche tu, che appoggi l’autore di queste frasi.
        Ne parlo su un blog privato come ne parlo privatamente con gli amici e le persone che incontro non perchè “siamo delle brave persone ed adottiamo un figlio” (a proposito, avrei in bozza un post su questo, così come avrei voluto scrivere sul blog anche a proposito di argomenti “pubblici” riferiti a Monti, Giovanardi, a Tondo) ma perchè lo sento come una cosa personale. Ho sentito naturale la mia scelta di adottare, e la preoccupazione di razzismo è l’unica cosa che mi intimorisce. Sentire epiteti di così basso livello da parte di un rappresentante delle istituzioni mi fa paura. E quindi, sì, il personale e il pubblico in questo caso si intersecano, eccome. Avrei scritto allo stesso modo e con le stesse parole anche se si fosse trattato di un periodo diverso da quello elettorale. Tu avresti commentato allo stesso modo se non fosse stato il tuo candidato e non fossimo stati in periodo elettorale?
        Il discorso relativo all’immigrazione non c’entra. Mio figlio non sarà un immigrato! Forse sarà scambiato come “uno di loro”, con tutti i pregiudizi che ahimè ne conseguono, ma non è questo il punto, lo ripeto.

      • Massimo Ursella ha detto:

        Io avrei commentato allo stesso modo perché conosco la persona e conosco il contesto in cui questa discussione è maturata. Alle volte le persone più razziste sono quelle che cercano problemi dove non ci sono.
        Io spero che tuo figlio adottivo non debba mai porsi il problema sul colore della sua pelle (ovviamente perché il problema non deve esistere) ma chissà se anche lui dovrà scontrarsi sul problema dell’immigrazione… In fondo nella discussione su FB si parlava di quello.

      • anmaneri ha detto:

        Avrà la sua idea, e probabilmente sarà diversa dalla mia. Discuteremo, litigheremo, è umano.
        Ma se lo sentirò parlare di negri, di zingari, di luridi musi gialli o simili, capirò che non sarò stato un buon padre perchè non lo avrò cresciuto nel modo giusto.

  2. fabius ha detto:

    A me sembra tutto così folle… sono meridionale (il fratello dell’autore del post) e da 9 anni vivo a Bologna. Per giorni, settimane, qui la polemica si è accesa quando un Ministro della Repubblica Italiana, Tremonti, dal palco di un comizio, l’anno scorso ha iniziato a sottolineare il fatto che a Bologna non potesse essere eletto un sindaco che si fosse chiamato Merola (chiare le origini del cognome?). Questo personaggio, al di là di tutto, rappresentava le istituzioni. E si permetteva, in una città dove studiano 50.000 studenti fuorisede e non so quanti lavoratori, di insultare apertamente le origini meridionali di un candidato.
    E io, personalmente, mi sarei incaxxxxto allo stesso modo se non fossimo stati in campagna elettorale. Merola, per fortuna, ha stravinto le elezioni e sta governando meglio di molti suoi predecessori “polentoni” (di destra, centro o sinistra che fossero). L’idea che, nel 2011, come nel 2012, un Ministro, come un Sindaco o un candidato tale, possa ironizzare sui “terroni”, come (se non peggio) sui “negri” o “zingheri” (e il vostro candidato non stava granchè ironizzando), solo allo scopo di racimolare qualche voto in più (perchè “PRIMA I NOSTRI E POI GLI ALTRI”, come se le tasse italiane non le pagassero, questi altri) fa venire semplicemente ribrezzo! Sia che si sia in campagna elettorale sia che non lo si sia… E se qualcuno denuncia queste cose non fa bene. Di più!

  3. Antonello ha detto:

    Andrea, il tizio e’ un razzista, e’ chiaro. Purtroppo in questo momento storico ne sentiremo ancora molte di queste affermazioni razziste. L’immigrazione in Italia non e’ un problema. Il rapporto immigrati/cittadini italiani e’ di circa l’8%, di molto inferiore a quello della Francia e della Germania che si aggirano sul 17-18%. Mi sa che e’ la nostra e’ la percentuale piu’ bassa d’Europa. L’immigrazione e’ una risorsa, non un problema, se appropriatamente incanalata: contrariamente a quello che dicono i razzisti fascio-leghisti (o semplicemente i populisti) l’immigrato di solito e’ uno che vuole lavorare e cerca di stare lontano dai guai. Se gli permetti di lavorare paga i contributi e le tasse (a differenza dei gioiellieri di Ponte Vecchio e dei ristoratori di Cortina per fare due esempi agli onori delle cronache). Fa lavori che gli italiani o non vogliono o preferiscono non fare. Hanno un’eta’ media piu’ bassa e pagando i contributi permetterebbero agli italiani di andare in pensione prima e meglio. Purtroppo queste cose in Italia non si possono dire perche’ tutti i partiti (tutti!) dal ’93 hanno giocato a inseguire Berlusconi nel populismo e non e’ populista dire che l’immigrazione e’ una risorsa (cosa che sanno ovunque, in America, in Germania, in Francia…). Gli “zingheri” di cui parla il sig. Bergagna (credo si riferisca ai Rom o ai Sinti) sono molto spesso cittadini italiani (nel 50% dei casi) gia’ da molte generazioni e anche quando non lo sono, sono di solito cittadini romeni e non li possiamo “cacciare” non piu’ di quanto possiamo cacciare dall’Italia gli austriaci o i turisti francesi. E se lui e’ stato tra sindaco e vice-sindaco 14 anni in un municipio, dovrebbe saperlo. Per il tuo prossimo figlio, l’unica cosa che posso dirti per “consolarti” e’ che bianco, nero o verde che sia, di cretini sulla sua strada ne incontrera’ moltissimi. L’importante e’ cercare di bilanciare, magari circondandosi pure di qualche persona intelligente, ti assicuro che ce ne sono in giro.

  4. etelca ridolfo ha detto:

    Caro Massimo e tutti voi che sostenete Stefano Bergagna non vi rendete conto della gravita dei vostri pensieri perchè non riuscite a comprendere cosa significhi la parola umanità. Penso che l’empatia verso gli altri sia una cosa innata, è un dono: come avere fede in un Dio o in un ideale.
    Avendo vissuto la mia infanzia negli anni Sessanta del Novecento ti assicuro che persone convinte che la segregazione fosse una cosa legale e legittima ne ho conosciute. Erano rigorose, oneste, rispettabili e applicavano le loro regole morali facendole passare per regole di tutela della moralità collettiva senza rendersi conto che così facendo hanno creato dei replicanti o dei rivoluzionari.

    Avevo una compagna in prima elementare arrivata dall’Eritrea figlia di un povero Cristo spedito in guerra per difendere ed onorare una Patria, ferito è stato curato e accolto da stranieri e lì è rimasto decidendo di onorare una donna e allevare i loro figli. Purtroppo la moglie morì di parto dando alla luce l’ultima di sette figli: la mia compagna. Ho ancora un ricordo vivissimo del suo sorriso smagliante della sua pelle liscia e dei suoi capelli crespi e scuri sempre vestita con colori vivaci come vivace era il suo carattere. Non aveva nulla di diverso da me, rideva quando era felice, piangeva quando si faceva male o veniva punita ma una cosa ricordo con grande dolore il modo naturale con cui lei rispettava le regole imposte dalla nostra insegnante.
    Aveva un banco isolato vicino alla cattedra, non poteva condividere la merenda con noi e cosa per me inspiegabile doveva mettersi in fila ultima delle ultime.
    In famiglia un tempo non si discuteva con i bambini di educazione, era l’insegnante che dettava le regole e se riteneva di punirti guai a te se lo venivano a sapere i famigliari: doppia razione. Quasi ogni sera però, dopo cena, si leggevano passi del Vangelo e a me i conti non tornavano: da un lato ero concorde sul fatto che fossimo tutti fratelli e uguali davanti a Dio ma dall’altro non condividevo che la mia maestra applicasse delle differenze così evidenti tra me e la mia compagna. E questa indignazione la provo tutt’ora quando ascolto o leggo affermazioni “prima noi e poi loro”… e mi ritengo fortunata di ritrovarmi tra i rivoluzionari.

    Quando si dice “prima noi e poi loro” non vorrei si facesse l’errore di quel funzionario dell’Azienda Sanitaria che circa dieci anni fa quando i miei fratelli neri, figli dello stesso padre e cittadini italiani con un legittimo documento in tasca, si sono presentati allo sportello per presentare la domanda di assistenza sanitaria. Più o meno elegantemente sono stati rispediti a casa con un: “ritornate con il permesso di soggiorno”. Non ne avevano bisogno! Bastava che quel funzionario prima di anteporre la sua moralità distorta avesse chiesto ai ragazzi un documento di riconoscimento (come immagino avrebbe fatto se mi fossi presentata io) e si sarebbe subito reso conto che aveva davanti due cittadini italiani.

    La Terra è così piccola e siamo in tanti non illudiamoci: i recinti non servono, invece un pasto caldo, una coperta per la notte o meglio un tetto sulla testa dobbiamo imparare a garantirlo a tutti quegli uomini e quelle donne che, indipendentemente dal colore della pelle o dalla loro appartenenza etnica, si trovano in situazioni di disagio. Prima di applicare la nostra moralità proviamo a chiederci cosa c’è dietro quel disagio forse comprenderemo l’umanità e riusciremo a vivere sereni, senza guerre e soprusi. D’altronde un giorno anche noi ci troveremo nella situazione di dover dipendere da qualcuno basta che la vita ci consenta di invecchiare….
    Un’utopia?… Hanno crocefisso chi la predicava più di 2000 anni fa ma è ancora viva in tanti di noi che ci credono e vivono per affermarlo.

    • Massimo Ursella ha detto:

      Spiegami il significato della parola umanità. Ma chi sei per dare dei giudizi? Ma quanto conosci del mio modo di pensare o di quello che faccio per fare affermazioni del genere.

      Umanità. Voglio proprio sentire il significato di questa parola ed anche un elenco di azioni che tu fai per l’umanità.

      • etelca ridolfo ha detto:

        Umanità come genere umano contrapposto a razza. Perché non si può parlare di razze per il genere umano, le razze sono state inventate per classificare biologicamente gli esseri animali e vegetali. Il fatto stesso di usare razza per distinguere il colore della pelle o le differenze culturali di un essere umano si configura come razzismo.

        Un elenco di azioni che faccio io per l’umanità? Non ritengo di farne molte mi limito a non fare agli altri ciò che non vorrei fosse fatto a me. Non sempre ci riesco ma almeno ci provo.

        Potrei rilanciare chiedendoti che significato hanno per te le parole Valori e Famiglia?

  5. gian ha detto:

    Razzismo … razzismo… che parola orribile … ma c’è, e nel corso della mia breve vita qualcosa ho visto, sono figlio di emigranti, e onestamente non mi sono mai preoccupato di chi mi dava del polentone, anzi, era per me motivo di orgoglio, ho dimostrato che i polentoni sono caparbi e in grado di raggiungere gli obiettivi che si prefiggono. ho lavorato con un gran numero di colleghi extracomunitari di quasi tutti i continenti, e posso dire tranquillamente che il problema non è il colore della pelle , il problema è la moralità e l’onestà ….e ne abbiamo noi, italiche genti, da imparare !! ciò che manca però, ritengo sia il senso di giustizia … ovviamente dal mio punto di vista. Mia madre vive ad Asti, con poco più di €500/mese di pensione, la reversibilità di quella di mio padre che ha lavorato …. sempre, in fornace a fare il fuochista per 12 ore/giorno ( eh … una volta era così, come vogliono farci tornare adesso, se ti piace bene, se no c’è un altro polentone/albanese/rumeno/marocchino/cinese che fà quello che tu non vuoi fare …. ), e visto che sommando quella di mio padre con la sua (la sociale) prendeva troppo, lo stato ha detto che una basta … detto ciò, un collega amico aveva la mamma sola in Albania, la ha fatta venire qui e…. prende €600/mese di pensione ….. ora, devo essere incazzato col mio amico o con chi prende 30/40.000 €/mese di pensione (sto volando basso, ma ci sono degli avvoltoi … ), e che ha fatto talmente tanto per la comunità che nonsa da che parte si piantano i chiodi ….

    • anmaneri ha detto:

      Il tuo discorso non si discute.
      Vorrei chiarire che non stiamo parlando di politiche sull’immigrazione, perchè avere idee diverse è giusto e sacrosanto, e guai a pensare diversamente.
      Ho letto di questa situazione, e comunque si tratta di pensione sociale (la “minima”, per intenderci), quindi mi risulta strano che possa prendere di più di tua mamma. Inoltre, dal sito dell’Inps “Con decorrenza dall’1.1.2009, l’assegno sociale, in presenza degli altri requisiti richiesti, è corrisposto agli aventi diritto, a condizione che abbiano soggiornato legalmente e in via continuativa, per almeno dieci anni nel territorio nazionale”. Poi ti racconto una cosa di cui nessuno parla. Il tuo amico albanese (e come lui tanti altri provenienti da Marocco, Ucraina, Cina, India…) con il permesso di soggiorno per motivi di lavoro, se resterà disoccupato o se lo deciderà di sua spontanea volontà, dovrà tornare nel suo paese. E se non avrà raggiunto l’età pensionabile, pur avendo versato 5, 15 o 25 anni di contribuzione, tutti i suoi contributi previdenziali LI PERDERA’, e resteranno all’Inps. Ovvero quei contributi pagheranno le nostre pensioni. Questo nessuno lo dice, chissà perchè.

      Ma ho già detto troppo, e me ne scuso. Come ho detto prima non è questo l’argomento del mio messaggio, e non vorrei spendere troppe parole parlando di altro.

  6. Katya ha detto:

    Io dico basta.basta politica.perché credo che invece di perdere tempo dietro a queste cretinate(i miei pensieri non combaciano con il sindaco uscente,ma nemmeno con quello prima e con quello prima ancora)ritengo che voi dobbiate informarvi su come mai questi bambini alla fine rimangono dei disadattati.e parlo di leggere libri,tanti libri per capire cosa rimane di oscuro in loro.e non si tratta di Buia e del suo sindaco.perché per me S. sarà un friulano DOC.l’importante è capire cosa in lui non lo fa sentire tale.E non sarà Buia il suo problema.
    E,mi spiace dirvelo,ma questa sembra diffamazione bella e buona.Siamo così stufi che credo tutti abbiamo deciso chi votare quindi basta,davvero,per piacere .
    Comunque io mi sveglio alla 5 e mezza per andare a lavorare,tengo il cellulare acceso per motivi familiari e ricevere messaggi all’una di notte non mi va.
    Non vedo l’ora di conoscere S..pensiamo a lui,e non al sindaco.

    • anmaneri ha detto:

      Perdonami Katya, ma i libri li leggiamo, eccome (https://stiamoadottando.wordpress.com/il-percorso-burocratico/psicologa-e-assistente-sociale/testi-e-film-consigliati/ questi sono solo alcuni). Di incontri con i servizi sociali ne facciamo tantissimi da più di due anni (l’ultimo ieri), quindi non vedo cosa c’entri questo. Che il bambino non cresca disadattato sarà compito nostro, che cresca in un luogo accogliente lo sarà in parte, perchè oltre a noi ci sarà una comunità che spero lo accoglierà al meglio.
      Non è un discorso di campagna elettorale, se queste dichiarazioni fossero state fatte lontano da qualsiasi tornata elettorale il mio schifo sarebbe stato lo stesso. Come si può dire o giustificare qualcosa del genere?
      Non sono friulano e non parlo il friulano, come dico sempre, “per rispetto”, perchè è una lingua complessa e non mi piacerebbe maltrattarla, ma sono stato accolto bene e non posso lamentarmi.
      Ma io penso a S., e se mi incazzo è perchè quando ho letto queste parole mi sono chiesto come possa vivere in armonia se c’è ancora chi ha mentalità così arretrata da parlare di “zingheri, negri e gente che si chiama hudorovic”!

      Detto questo, per chiarezza è vero che abbiamo inoltrato questo messaggio ai nostri amici, certamente non via sms però può starci che sia stata spedita una mail a quell’ora. Ci spiace di averti disturbato.

  7. Edward K Reyne (davide borgobello) ha detto:

    La questione è decisamente interessante; Innanzitutto io ho tre fratelli di colore, tutti e tre provenienti da Haiti. Sulla terminologia avrei da discutere: come dobbiamo chiamare le persone con la pelle scura? Allora negri, che deriva da negroide, ovvero l’etnia da cui provengono no perchè era usato dagli americani in modo dispregiativo, neri no perchè viene considerato offensivo, allora diciamo di colore Ma cosa significa davvero di colore? Non si può più pronunciare la parola handiccapati ne disabili, ora sono diversamente abili; fra i ciechi non vedenti, i sordi non udenti e i muti… non parlanti? o diversamente parlanti?? è giusto dare tutta questa importanza alla forma delle cose e scandalizzarsi perchè viene utilizzato il termine negro? Siamo davvero una società superficiale, in tutto e per tutto. Detto ciò, io non ho riscontrato in 15 anni da quando la mia prima sorella venne qui da haiti una realtà razzista in friuli e questo senso di paura nei confronti di tuo figlio perchè un sindaco ha deto delle frasi più o meno condivisibili non è giustificato, mi sembra eccessivo e strumentalizzante. Dello stesso avviso sono sul post e su tutto quanto ne concerne; il discorso di Bergagna non è in se razzista, ma semplicemente grezzo e un po’ ignorante e per questo facilmente strumentalizzabile ed etichettabile come razzista, ma non sono d’accordo che lo sia. Si esprime male (indegno di un politico, e siamo d’accordo) ma tenta di far presente una questione molto semplice: il problema immigrazione è diventato un problema dalla proporzioni gigantesche, e questo problema potrebbe portare al VERO razzismo, quello che porta a bruciare campi rom o a pestare un ragazzo solo perché è albanese o marocchino. Stiamo parlando di una crisi generalizzata di dimensione davvero spaventose Come vi ho detto ho tre fratelli di colore, ho fatto volontariato ovunque, ho amici senegalesi, portoricani, colombiani, albanesi, greci, turchi, curdi, croati, congolesi, ivoriani, macedoni, israeliani, pakistani, kossovari, della burkina faso, peruviani, argentini, brasiliani, statunitensi, bosniaci, inglesi, irlandesi, canadesi e vi garantisco che per ognuna di queste nazioni ho almeno una persona che pèosso considerare amico, AMICO, non conoscente. Bene, tuttavia ora datemi pure del razzista ma vi posso garantire che secondo me il discorso di Beganga non è in se del tutto sbagliato; bisogna fare delle scelte; esiste il diritto di cittadinanza, esiste in tutti i paesi del mondo, ed è un diritto che va rispettato e tenuto in conto. Abbiamo famiglie italiane alla fame, e per italiane intendo chiunque abbia la cittadinanza italiana, ebbene queste persone devono avere il diritto di precedenza, punto. Per poterci confrontare col mondo dobbiamo capire da dove siamo partiti, e noi siamo partiti da qua. O decidiamo che il mondo diventa un unica grande colonia anarchica in cui tutti vanno dove vogliono, i mercati sono incontrollati, si lavora e si vive dovunque, a caso, senza alcuno stato ne nazione, aboliamo ici, tarsu ma anche infrastrutture, sanità, tutto il mondo un unico grande spazio dove tutto è permesso e tutto è uguale, oppure dobbiamo tener conto di ciò che è l’identità nazionale e la cittadinanza. L’italia non è più nelle condizioni di fare la grande benefattrice dell’umanità

    • anmaneri ha detto:

      Grazie per l’intervento. Se vogliamo parlare di terminologia, fa male sia la parola in sè che l’uso che se ne fa, in termine dispregiativo. (e comunque i bambini stessi non vogliono essere definiti neri, visto che si vedono “marroni” in contrapposizione ai “rosa”, ma qui andiamo sul sottile… ).
      Tornando nuovamente al tema dell’immigrazione, sfatiamo luoghi comuni. L’Italia non è benefattrice di nulla, uno stato come il nostro sopravvive ed ha un futuro soprattutto grazie agli immigrati, che abbassano l’età media della popolazione, paga le nostre pensioni (come ho già detto) e le tasse, con un tasso di evasione più basso del nostro!
      Per ulteriori luoghi comuni, prego te come tutti di leggere un interessantissimo documento, sono 16 pagine ma si legge in pochissimo. E’ sorprendente l’elenco di pregiudizi assolutamente falsi. http://www.civati.it/mandiamoliacasa.pdf
      E’ aggiornato al 2009, ma non credo che la situazione ad oggi sia tanto diversa (anzi! Data la crisi, sono tanti quelli che sono tornati a casa perchè hanno perso il lavoro). Molto interessante la frase finale, a proposito del troppo abusato concetto “aiutiamoli a casa loro”: «Nella comunità internazionale c’è solo un paese che ha ridotto gli aiuti allo sviluppo e questo è l’Italia. Io la chiamo la mia lista della vergogna, ma sono felice che in questa lista fino ad ora ci sia solo un Paese. Se ci fossero dieci paesi, sarebbe grave»

      Ma mio figlio non sarà immigrato, sarà un cittadino italiano, se questo può contare qualcosa. Noi dobbiamo dargli accoglienza, non tolleranza. Lui deve sentire appartenenza, non (solo) riconoscenza.

      • Edward K Reyne (davide borgobello) ha detto:

        Sfatiamo un luogo comune su un luogo comune, quello che hai detto, dati alla mano, non è assolutamente corretto. Gli immigrati sono il motore nella stragrande maggioranza del lavoro a nero, a favore di impresari che evitano di assumere un italiano perchè tanto sanno che un immigrato farà quel lavoro per la metà e a nero, ed è questo il sistema da cambiare. Se poi parliamo dei cinesi e indiani, sono il motore dell’inabbissamento dell’economia italiana e della creazione di un sistema orientaleggiante di economia che il nostro stato non è in grado di gestire e supportare i termini tecnici. Labbassamento dell’età media della popolazione poi da parte degli immigrati non è abbassamento dell’età media,per la stessa definizione di immigrati e di immigrazione. Diventa effettivo abbassamento dell’età media quando l’immigrato diventa cittadino italiano, ed è questo a parer mio il punto. Se iniziassimo a concedere la cittadinanza a tutti gli stranieri che la meritano (e sono tanti) su modello romano (e parliamo dalla pax augustea fino al ritorno del diritto ereditario) in cui la cittadinanza veniva sempre concessa per merito, e un cittadino poteva addirittura diventare imperatore indipendentemente dallo stato di nascita o dal colore della pelle, il problema non si porrebbe più. Dovremmo metterci in testa che gli stranieri che vivono, hanno famiglia e lavorano regolarmente su suolo italiano da anni SONO ITALIANI, punto. Questo è la via per un paese democratico accogliente.
        Parlando di tolleranza si è parlato di tolleranza nei confronti di stranieri con comportamenti al limite. Ora un uomo che ha perso il lavoro e si trova per strada a chiedere l’elemosina per disperazione lo aiuti in qualsiasi modo ti sia possibile indipendentemente che sia un immigrato, un italiano, un alieno, un cane. Ma i rom hanno scelto quel genere di vita e i bambini mandati a chiedere l’elemosina e spesso anche a rubare sono da parte mia non tollerati, mal tollerati. Non mi pare che Berganga abbia detto che i figli adottivi verranno “tollerati” o che vengano semplicemente “tollerati” gli immigrati. Ha parlato di rispetto per tutti coloro che lavorano, RISPETTO, che significa molto più che accoglienza, e tolleranza per persone con comportamenti al limite. Be, ti dirò di più, secondo me è stato fin troppo buono, io faccio fatica anche a tollerare persone che usano elettricità e acqua potabile GRATIS, e te lo dico con certezza, vivono in campi dove potrei fare magari, che ne so, proprio una zona di accoglienza per immigrati e mandano i loro figli in giro a chiedere elemosina o a rubare. Io l’elettricità la pago, l’acua la pago, pago tarsu, ici, tasse e balzelli di ogni tipo, l’affitto, l’assicurazione, il bollo, l’imps ecc ecc ecc con meno di mille euro al mese e ancora non sono per strada a chiedere l’elemosina

  8. nico ha detto:

    sono d’accordo con questo commento: “Sono convinto che l’integrazione sia importante ma non si può negare che il problema immigrazione esiste” , voi non dovete preoccuparvi di come vostro figlio verrà accolto e trattato dai cittadini di Buja o di Trieste o di Milano …… verrà rispettato e considerato “uno di noi” perchè non verrà mai trattato come uno straniero, uno “zinghero”, un negro o altro, ma come un bambino uguale a tutti gli altri. Il razzismo nasce principalmente per la paura di ciò che non conosciamo, di ciò che è diverso dalla nostra cultura, dalla nostra religione , dal nostro paese .
    Dall’ignoranza.
    Gli stranieri che vivono con noi e sono integrati nella nostra società non vengono considerati DIVERSI perchè ormai SIAMO ABITUATI A VEDERLI. Purtroppo il pensiero comune è questo.
    Tutto il mondo è paese non funziona sempre, forse quasi mai….. .

  9. fabius ha detto:

    Non conosco la persona che ha parlato di negri e zingheri, quindi, per mio modo di essere, penso sia in buonafede, salvo prova contraria. Il problema è un altro: se un’istituzione usa determinate espressioni come “negri da poco giunti in Italia”, “gente che si chiama Hudorovic”, “togliermi dai piedi uno zinghero”, etc., qualsiasi sia il contesto, sia esso un comizio o un aperitivo al baretto, a me fa impressione. E ci trovo tre chiavi di lettura:
    a) è in totale buonafede, usa quei termini come modo di dire, ed allora spero vivamente che capisca che certi modi di dire non sono consoni al ruolo che ha o che vorrebbe avere;
    b) è razzista, e allora spero che smetta di rappresentare chiunque, o almeno, eviti di mettersi la fascia tricolore, dato che spero non rappresenti il nostro paese (e almeno non rappresenta i principi costituzionali che questo paese, grazie a Dio – e ai partigiani, più che altro – si è dato);
    c) è in campagna elettorale e spera che, usando queste espressioni, la pancia dell’elettorato, evidentemente in difficoltà per varie congiunture del momento storico (crisi economica, aziende in difficoltà, livello della tassazione etc.), reagisca positivamente col voto.
    In cuor mio spero ci si trovi nella prima opzione, ho paura di essere nella seconda, ma resto in fondo in fondo convinto sia più probabile che siamo nella terza opzione… E polemizzare perchè questo post è stato pubblicato in campagna elettorale è, quanto meno, bizzarro…

    P.s. il fatto che la “razza” o “etnia”, come l’avete chiamata, sia definita negroide non è un gran sollievo: secondo voi chi le ha dato quel nome? I “negri”? Vi farebbe piacere essere definiti “Bianchicci”?

  10. Edward K Reyne (davide borgobello) ha detto:

    a te da fastidio se ti chiamo bianchiccio????A me francamente non mi fa ne caldo ne freddo, è il dar peso a queste forme che le rende sgradevoli; perfino se io ti mando a fanculo con una pacca sulla spalla non è così oltraggioso, in ugual modo non ho trovato il discorso scandaloso o razzista nella sostanza, e continuo a vedere solo un mucchio di strumentalizzazione inutile sulle forme e le parole badando poco a ciò che realmente ha scritto. Ha detto forse “gli sporchi negri devono tornare a casa e gli albanesi e gli zingari sono un branco di delinquenti?” Ha parlato di lavoratori rispettati di qualsiasi provenienza, di comportamenti tollerati (che io non tollererei nemmeno, venite a vedere con che macchine girano gli zingari dalle mie parti e che feste fanno a Rizzolo e poi ne parliamo di elemosina) e nel primo post di precedenza ai cittadini italiani (cittadini italiani!!! Non vuol dire di razza bianca caucasica, anche i miei tre fratelli adottati da haiti sono cittadini italiani). Il discorso, ripeto, per me è corretto nella sostanza, meno nella forma; è un pessimo politico perchè sa che non deve utilizzare frasi di questo genere se no faziosi in campagna elettorale prendono la palla al balzo per etichettarlo. Ora dopo sto post so che torneremo d’accapo a discutere sulle parole sul razzismo “ideale”, ma vi citerò solo una cosa riguardo al diritto di cittadinanza che farà probabilmente discutere “La democrazia fondata sull’uguaglianza assoluta è la più assoluta tirannide”, Cesare Cantù

  11. fabius ha detto:

    No, aspè, ma che davvero l’unico problema che tu vedi nel chiamare qualcuno “negro”, “zinghero” o altro è che poi “faziosi in campagna elettorale prendono la palla al balzo per etichettarlo”??? Spero vivamente si stia scherzando, perchè mi pare di essere di fronte a una storia del tipo “io non sono razzista, sono loro che sono negri”. Ed è abbastanza ridicolo…

    • Edward K Reyne (davide borgobello) ha detto:

      stiamo parlando del peso delle parole… i negri non sono forse di etnia negroide, non esiste forse lo status di zingaro in comune? si esiste, te lo garantisco. Se io vado a vivere in Congo come devono chiamarmi, bianco, biancastro, bianchino, omino bianco? Io francamente non mi farei grossi problemi. La superficialità è la madre di tutte le stronzate. Io se parlo di uno zingaro come lo devo chiamare? Nomade? Diversamente Stanziale? Si può insultare una persone in mille maniere diverse, ma non ritengo che dare dello zingaro ad uno zingaro o del negro a un negro sia scandaloso, penso sia scandaloso trattarlo da “negro” nel senso statunitense fine ottocentesco del temine, o bruciare e discriminare i rom. Posso dare dello stronzo ad un negro senza ripercussioni ma non posso dargli del negro che vengo chiamato razzista; cos’è più offensivo a parer tuo? Dargli dello stronzo o ricordargli le sue origini di cui francamente dovrebbe andare orgoglioso? è Diventata una sorta di caccia alle streghe, la discriminazione viene fatta proprio da questi tabù.

      • fabius ha detto:

        Aspè, quindi la discriminazione è fatta da chi, per “tabù”, come dici tu, non li chiama negri? No perchè qui siamo alle comiche.
        Provo a spiegarmi meglio: il termine “negroide” è stato creato dai “bianchicci” (tanto non ti offendi!) proprio nel periodo in cui i “negroidi” non potevano sedere sugli autobus insieme agli stessi “bianchicci”, ma avevano la loro fila “riservata” (si fa per dire). Proprio mentre quei “negroidi” cercavano di far capire al mondo di essere uguali ai “bianchicci”, ai “musi gialli”, agli “zingheri”, a quelli “un po’ abbronzati” e a tutte le altre etnie!
        (p.s. io dalle mie parti, in Sicilia, sono evidentemente “diverso”: ho colori normanni, capelli rossi e pelle chiarissima – praticamente l’opposto di mio fratello. Se mi dicessero che “sono tollerato” mi inalberererei un pochetto. Ma il vostro sindaco lo fa tranquillamente. Tanto sono solo “negri e zingheri”). Saluti e buone elezioni.

      • Edward K Reyne (davide borgobello) ha detto:

        Ancora?? Allora, o sei “diversamente intelligente” oppure stai continuando a far finta di non capire il mio discorso. Intanto, ignoranza imperat; il temine “negro” non è stato coniato negli stati uniti, venivano chiamati “negri” dai nord africani le popolazioni dell’Africa del sud gia al tempo degli antichi greci, è diventato in senso dispregiativo con la discriminazione razziale negli stati uniti. Poi il termine “tollerato” è stato utilizzato da Bergnagna per le persone con comportamenti al limite, non per tutti i “negri” o gli “Zingari”, quindi continui a discutere su qualcosa che non esiste. E io ti ripeto, gli zingari che usano acqua potabile ed elettricità gratis, che girano con macchine da 80.000 € e fanno feste che io non potrò permettermi in tutta la mia vita distruggendo un locale dalle mie parti, e poi vanno a rubare o a chiedere l’elemosina, be, non li tollero proprio, e sono questi i comportamenti “al limite” che lui invece gentilmente tollera invece a differenza di quello sporco razzista che sono io. Sono talmente razzista che ho tre fratelli NEGRI provenienti da Haiti, ho fatto volontariato in Serbia, Haiti, Bosnia e per un quintale di comunità di immigrati a Udine. Lavoro per l’Ucai per portare avanti un progetto di sviluppo per immigrati insieme al regista Senegalese Souleyman Kane e al Rapper Johan della Guinea. Sono iscritto a pane condiviso, , ho lavorato per la caritas, all’interno della mia casa di produzione lavorano 3 albanesi, 2 senegalesi, una ragazza caraibica e un croato…. siamo solo due italiani. Mi fermo qua perchè se no sembra che faccio pubblicità. Inoltre sono mezzo calabrese per cui posso anche darti del terrone visto che sei più a sud di me. Ti ripeto, noi che lavoriamo dentro queste realtà abbiamo smesso di dare peso alle forme, chiamo negro cazzone Souleyman ed è proprio il fatto che lo si possa fare con serenità, senza sentire il peso delle parole e poterci ridere su che dimostra quanto il razzismo sia diverso dal chiamarsi negro o bianchino. Inoltre…. buone elezioni????? A me?????? Io sono solo un ex studente di tua cognata e non sono neppure di fagagna

  12. fabius ha detto:

    1: guarda che io non ti ho mai dato del razzista, a meno che tu e il sindaco non siate la stessa persona (e so che non lo siete, lo dico solo per scherzare)!
    2: i “negri” sono stati chiamati così da quelli “più chiari”, o sbaglio?
    3: non ti conosco. Io buone elezioni l’ho detto in generale, mica ci sei solo tu in questa discussione ;-);
    4: dire “negro” ad un ragazzo perchè si ha un determinato rapporto con lui, di amicizia e quindi lo si può prendere in giro, non è esattamente la stessa cosa che ha fatto il Sig. Bergagna.
    5: gli “zingheri”, tutti gli “zingheri”, “usano acqua potabile ed elettricità gratis, che girano con macchine da 80.000 € e fanno feste che io non potrò permettermi in tutta la mia vita distruggendo un locale dalle mie parti, e poi vanno a rubare o a chiedere l’elemosina”? E’ come dire che tutti i “polentoni” prendono soldi pubblici per comprarsi lingotti o lauree in Albania! o che tutti i siciliani sono mafiosi! O no?
    Senza polemica. Davvero. (Buone elezioni, a chi vota e a chi solo spera… meglio così?)

    • Edward K Reyne (davide borgobello) ha detto:

      mettiamola semplicemente così, non ritengo Bergagna razzista, tanto meno alla luce di ciò che ha detto. Ritengo semplicemente la sostanza più importante della forma, e la sostanza l’ho trovata in buona parte corretta.Questo è quanto, poi pe quanto riguarda il punto 5 acqua potabile ed elettricità gratis si, viene concessa a tutti gli zingheri, che girano con macchine da 80.000 € buona parte, per quanto riguarda le feste, io ne ho viste personalmente tre, in cui hanno partecipato almeno un centinaio di zengheri ciascuna, ma possono essere casi isolati. Non faccio di tutta l’erba un fascio, non dico che tutti gli zingari siano così, ma tendenzialmente se vedi un canguro può essere scappato dallo zoo, se vedi due canguri possono essere scappati in coppia, ma se vedi tre canguri sei in genere sei in Australia 😉 Buone elezioni 😉 🙂

  13. Manu ha detto:

    Io temo sia un po’ un problema che si trova nei paesini di provincia, anche se – lungi da me far di tutta l’erba un fascio! – è evidente che l’ignoranza di alcuni è il carburante principale. La gran sfiga viene poi se quegli “alcuni” hanno più voce in capitolo di altri, come potrebbe essere un sindaco. Ma la cosa sconcertante è che la gente lo vota! Sembra un po’ l’effetto Simpson: uno dice una cazzata e tutti gli vanno dietro.
    Ad ogni modo penso che nei paesini, come Springfield, questo problema venga amplificato. Questo peró è aolo ció che penso io, umile opinione… E per cui, voto per Trieste! Che ha pure il mare e l’aria di mare fa bene – ora che non ci vivo più, me ne rendo conto. ^_^
    in bocca al lupo!

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