Secondo viaggio in Etiopia [Parte 1]

Ti avvisano una settimana prima della partenza che è il caso di prendere il biglietto.
Il destino ha voluto che si partisse insieme alle stesse due altre coppie del primo viaggio, con la quale ci siamo sempre tenuti in contatto in questi tre mesi di attesa.

Partiti il 16 Marzo con Daniele, al suo primo volo al di là dell’europa. E’ fortunato: alla sua età il mio viaggio più lontano è stato il Burlo di Trieste, per malattia. 😀

Notte in aereo e risveglio il 17 mattina presto ad Addis, con il sole africano che sorge all’orizzonte.
OLYMPUS DIGITAL CAMERA
E’ sabato, ci organizziamo con le valigie ed ecco che troviamo Ermes ad attenderci, con il suo sorriso e la sua presenza familiare. Diretti con un mezzo adeguato verso la guesthouse, carichi di ben 5 valigie di roba da lasciare al Miskaye, già alle 8 siamo lì a fare colazione, intorpiditi e stanchi.

Il secondo viaggio non si è chiuso occhio sull’aereo, tremendo.
Si va a dormire, seriamente.

Si va dai bambini, oggi?

Dunque, Ermes ci fa sapere che ci andiamo domenica. Un pò c’è tristezza, perchè siamo lì, a mezz’ora di macchina e non possiamo vedere il bimbo.

Domenica mattina, verso il Miskaye a trovare J. e gli 80 bimbi dell’istituto, volti familiari.
J. si comporta riconoscendoci, ma come se fosse la prima volta che ci vedesse: con un certo fare “offeso”, inespressivo e senza stimoli.
Guardiamo un libro, conosce Daniele, che cerca di spiegargli le varie figure del libro, ma non ci sono sorrisi. Un’oretta passata così, con un bimbo parecchio perplesso su di noi e noi me estremamente preoccupata: la certezza che J. fosse muto si è concretizzata.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Dopo un’oretta, portiamo J. nella stanza dove tutti i bimbi sono seduti, a guardare uno sceneggiato in televisione.
Lo salutiamo, ci accomiatiamo con le tate e la cara Timar e ci voltiamo, scendiamo le scalette un pò sconfortati.

Un pianto, a bocca spalancata, seduto immobile al centro della stanza, con lacrimoni che scendono giù sulle guance. Ci giriamo e.. è proprio lui! Incredibile, che voce!!

Le tate lo prendono in braccio e lo consolano un pochino portandolo sulla scala, mostrandogli il libro che gli avevamo lasciato e probabilmente facendogli sapere che il giorno dopo saremmo andati a prenderlo.

La paura del mutismo è svanita in un pianto disperato alla vista di noi che ce ne andavamo.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...