Noi siamo qua

bambini20che20salutanoOgni storia adottiva è completamente diversa, si appiccica addosso alla coppia, ma anche alla famiglia che la coinvolge, ai figli già presenti nel nucleo familiare, che vengono torturati, a volte, pur di intuire i loro umori, le attese e le loro impressioni su ogni passaggio vissuto da mamma e papà.

Nella nostra storia ci sono stati due abbinamenti e tante carte, un primo abbinamento vissuto intensamente a Firenze, dove ci siamo fiondati per vedere il volto della bambina (?) che sognava Daniele come sorella. Abbiamo portato anche lui, cosa della quale ci siamo poi pentiti.

Famiglie, non portate agli abbinamenti i figli che già avete. 

Seduti ad un tavolo ci hanno mostrato quelle carte con quel volto. Non potevo non piangere, da un lato perchè avevo fatto anche mio il desiderio di mio figlio (una femminuccia), dall’altro perchè la fotografia mostrava il volto di un bimbo sofferente, di quattro anni e mezzo ed era proprio quello sguardo che mi aspettavo.

file stack

Quel documento è stato scandito ed inviato ai nonni, tentando di mettere in chiaro una foto controluce, portando in giro questa foto a volte in maniera assurda, sentendo tuo quel volto. Una bella sensazione.  Ma che errore.

Sensazione perduta completamente, assopita, non percepita nel secondo abbinamento, con Gioele. L’abbinamento è arrivato via mail, facendo perdere un pò di magia. Si è perso qualcosa via etere. E poi, non ci credi più, non vuoi affezionarti ad un’immagine, meglio creare un pò di distanza.

Senza parlare dei contraccolpi di un figlio che sa già il nome del fratello, ne parla per indicare il fatto che “essendo più piccolo dormirà sotto, io andrò nel letto sopra!” oppure distinguendo gli stipetti degli armadi o verificando lo stato di salute dei giocattoli o sognando e basta.

Come dire che l’abbinamento è saltato, che il fratello non c’è più? E perchè? E’ stata dura. 20 giorni duri per avere il secondo abbinamento, un pezzo di carta con una fotografia, perchè è quello che è un abbinamento, niente di più.

Il primo viaggio vedi il tuo bimbo

(https://stiamoadottando.wordpress.com/2013/01/02/analogie/)

e hai le certezze.

Vedi il bimbo del primo abbinamento lì in mezzo a tutti gli altri e sei curiosa, perchè quella sottile linea misteriosa ha deciso che non sarebbe stato lui, ma un altro, ti ha tradito. E ti chiedi come mai avessero raccontato delle palle e si trova ancora lì. Daniele l’ha incontrato nel secondo viaggio e ha fatto qualche domanda, riconoscendolo.

Fa parte anche lui della nostra storia, del nostro passato.

Che bello ora riprendere i contatti con gli amici di Gioele, ritrovare i suoi amici, vedere le foto e i video e vederlo sorridere, dando i nomi ai volti che per noi piano piano diventano familiari. Quella è la sua storia, il suo passato dalla quale non va allontanato, fa parte di lui e di noi e i suoi amici sono parte della sua vita. Quell’istituto è parte di noi, ora, una nostra lontana casa, in quanto casa di nostro figlio. condivisione

Andremo a trovare il suo amico di culla quest’estate, con la quale ha condiviso l’ingresso in istituto e l’uscita. Ne parla spesso e a distanza di soli??? 5 mesi vedremo che effetto farà ad entrambi questo nuovo incontro.  E ricevere i messaggi da altri genitori che riconoscono nostro figlio come loro amico e lo nominano, ci fa piacere, una bella rete solidale, anche se distante, di amicizie e di vissuto che non ha senso dimenticare e che alimenta la certezza della vita serena passata in istituto: non è cosa da poco.

Sapere che è arrivato in Italia anche il “figlio meteora”  – come dice un’amica – senza che ci sia stato detto nulla, mi ha lasciato quel velo di tristezza che spesso mi prende quando perdo la fiducia, in senso generale, nella gente.

Spesso siamo rimasti in contatto, attendendo di sapere se c’era la sentenza (che è definitiva!) augurandoci perciò nuova vita per lui, una gioia inespressa, mai arrivata.

La valigetta di carte che compongono la nostra storia adozionale, dai primi documenti consegnati al tribunale, al mandato all’ente, tutto conservato in fotocopia passo per passo, fino agli originali della storia di Gioele, al decreto d’ingresso, allo stato attuale, conserva anche le carte del primo abbinamento: dati medici, fotografia, storia del minore.

gattiniHo chiesto diverse volte, senza ottenere risposte, di poterle spedire al momento di una certezza (e ripeto: solo la certezza della sentenza è definitiva e assoluta!) senza sapere nulla nemmeno di quest’ultima.

Conserveremo queste carte nel silenzio, un giorno le mostreremo a Gioele: tirerà lui le somme sulla capacità degli italiani di creare reti di amicizia e di condivisione.

Noi siamo qua, per chiudere il cerchio.

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Una risposta a Noi siamo qua

  1. carladicinno ha detto:

    Ciao Gabriella é molto bello quello che scrivi, sono d’accordo con te di non portare i figli almomento dell’abbinamento, perchè può saltare e si sta male troppo male!
    Un abbraccio a te e i tuoi bembini

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