Il percorso burocratico

Come è noto, per poter avere un bambino tramite l’adozione si deve seguire un percorso molto difficoltoso, un tormentato sentiero in salita…
E’ giusto però che la società si impegni a valutare la ragionevolezza di un atto che avrà conseguenze individuali e collettive, che vagli la miglior coppia disponibile per un bambino, perchè non ci siano persone tormentate o irresponsabili che vogliono un bambino come un cucciolo.

Teoricamente questa valutazione in un Paese mlto dirigista potrebbe essere fatta preventivamente anche a chiunque desideri concepire e poi allevare un figlio. La società deve tutelare lo sviluppo del legame di filiazione nel momento in cui deve dare il proprio avallo alla sua creazione. Concepire la cosa in questi termini dovrebbe aiutare a sedare l’ansia legata ai colloqui di valutazione, che possono essere vissuti come un esame, mentre dovrebbero essere una sorta di orientamento nel quale persone che conoscono le difficoltà del percorso adottivo riflettono con la coppia sulle possibilità di successo del suo abbinamento al bambino generico o specifico. Va comunque tenuto presente che il numero di coppie che realizzano l’adozione è di circa 1 su 3 rispetto a quanti hanno presentato domanda.

Il processo per arrivare dalla richiesta di adozione all’ottenimento del bambino, prevede comunque tempi lunghi che, se giustificati nell’arco di un anno circa, possono però diventare esasperanti se prolungati da una burocrazia apparentemente malevola nel Paese di origine del bambino.

La legge italiana prevede tempi certi tra la presentazione della domanda e l’ottenimento della dichiarazione di idoneità all’adozione della coppia. Ottenuto il decreto, la coppia, nel caso di adozione internazionale, deve indicare entro un anno (scaduto il quale l’idoneità decade) l’ente che intende delegare alla ricerca del bambino all’estero.

Nel nostro paese si ha prima la domanda presso il Tribunale per i Minorenni, poi l’istruttoria e la dichiarazione di idoneità.
La cosiddetta istruttoria sociopsicologica è la procedura grazie alla quale una persona, inviata dai servizi socioassistenziali della zona di residenza della coppia, su delega del Tribunale, documenta se la coppia è idonea all’adozione e formula anche delle indicazioni sul bambino da adottare. Viene verificata la capacità della coppia di proteggere il bambino, di occuparsi e preoccuparsi del suo benessere fisico e psichico, di farlo crescere, di essere in grado di portare via via il figlio all’indipendenza, commisurata alla sua età.

Come sostiene Annamaria Dell’Antonio anche se “l’adozione è un atto giuridicamente relativamente semplice (a parte le difficoltà burocratiche…..) psicologicamente è un atto assai complesso.

(dal testo di Monica Toselli “Adottare un figlio” Ed. Giunti Demetra)

[Freud e Einstein, in una loro corrispondenza, hanno citato l’educazione dei figli come una dlle esperienze più difficili, analoga a quella di governare.]

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