a. La domanda in Tribunale

L’ufficio adozioni presso il Tribunale di Trieste consegna a chi desidera depositare domanda un foglio con la lista dei documenti necessari per istruire la pratica.

Noi abbiamo fatto domanda il 25 febbraio 2010. Ad oggi non è cambiato nulla, i documenti che abbiamo dovuto produrre per depositare domanda sono stati i seguenti:

– certificato di nascita dei coniugi;
– certificato contestuale (uno per coniuge);
– certificato di matrimonio; (Comune di Residenza)
– dichiarazione di consenso all’adozione firmata davanti ad un pubblico ufficiale, da entrambi i genitori della coppia;
– esami del sangue; test HIV ed epatiti; test di wassermann; test quantiferon (il quantiferon si fa al Maggiore, insieme a tutti il resto, se invece si richiede il Mantoux bisogna andare a San Giovanni. Riguardano entrambe alle stesso modo il “time test” per la TBC, suggerisco per praticità il quantiferon, meno invasivo!)
– visita medico legale; (ASL di competenza, Via del Farneto)
– certificato di casellario giudiziale; (Tribunale p.t.)
– certificato dei carichi pendenti; (Tribunale p.t.)
– alcuni documenti da compilare per l’adozione nazionale e per l’adozione internazionale forniti dall’ufficio adozioni.

ATTENZIONE: non essendo una pratica usuale, alcuni medici NON SANNO che gli esami per uso adozione sono ESENTI. Specificate sempre, quando andate a fare le impegnative per gli esami “per uso adozione” ma non solo: ribadite che rientra nel codice “I01” per l’esenzione!!!! Altrimenti dovete fare mille viaggi fra ospedale o medico di base…….. 😉

[“Il colore della pelle identifica una persona, è parte di lei o di lui, la caratterizza. Può essere percepita come un ostacolo a quel processo che trasformerà il bambino in un figlio, può essere vista come un segnale incancellabile di estraneità. Un colore ci ricorda per sempre di essere solo dei genitori adottivi. Non a caso le ansie diminuiscono se si pensa ad un figlio asiatico piuttosto che ad un figlio africano. C’è chi pensa che adottare un figlio tanto diverso sia roba da gente di grosse città, magari per gente un pò esibizionista. E’ buffo, perchè invece, se uno ha paura del razzismo che i figli vivranno, è proprio nei grandi centri che è facile imbattersi in commenti razzisti perchè è nelle grandi città che la gente si confronta più duramente con il fenomeno migratorio. Nei piccoli centri invece ci si conosce tutti e, dopo poco, la curiosità si sopisce, non c’è più bisogno di stare a spiegare e rispiegare.” AA.VV. Verso l’adozione – Ed. Memmeonline ]

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Una risposta a a. La domanda in Tribunale

  1. diletta ha detto:

    IL CERTIFICATO DI MATRIMONIO NON LO FA IL COMUNE DI RESIDENZA MA QUELLO DOVE SI ERA RESIDENTI AL MOMENTO DEL MATRIMONIO

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