b. Psicologa e Assistente Sociale

La domanda depositata in Tribunale viene protocollata e poi inviata alla stazione di carabinieri e al consultorio competente per zona di residenza della coppia.

Il primo incontro ufficiale, infatti, avviene davanti ad un Maresciallo dei Carabinieri che contatta direttamente la coppia per poter fissare un appuntamento. Lo scopo di quest’incontro è sostanzialmente quello di confrontare i dati di residenzialità o domicilio, proprietà o affitto dell’abitazione in cui si alloggia, verifica dei precedenti penali e aggiornamenti a riguardo 🙂

In realtà tutto ciò è il primo passo per “riconoscere fisicamente la coppia”. Sia mai si tratti di uno scherzo, l’aver fatto domanda di adozione! 😉

Successivamente, si viene contattati dall’Asl competente, in particolare dall’assistente sociale che ha ricevuto il fascicolo dal Tribunale e che sarà tenuta a seguire la coppia affiancata da una psicologa o psicologo. Per legge i colloquio dovrebbero essere conclusi entro quattro mesi dal deposito della domanda in Tribunale (prorogabili in altri 4), e solitamente seguono la prassi del primo colloquio di coppia di fronte a psicologa e ass. sociale che illustrano i passaggi e tastano il terreno; poi 3 colloqui con l’assistente sociale e 3 colloqui con la psicologa. 1 visita domiciliare e un colloquio di coppia o finale. Lo scopo è stilare una relazione psicosociale, un profilo della coppia o della famiglia in caso di presenza di figli, da inviare al Tribunale dei Minori per completare il fascicolo iniziale. E passare il tutto ad un giudice onorario che dirà l’ultima parola.

In realtà i colloqui diventano spesso assai di più: se per l’assitente sociale il lavoro si esaurisce nell’aver stilato tutti i passaggi della vita dell’individuo e della coppia, nonchè del figlio, sta alla psicologa individuare i punti fragili della storia individuale e verificare i passaggi critici della propria vita. Ciò può richiedere molti più colloqui, noi ne abbiamo fatti molti di più individuali e tanti di coppia con ass. sociale e psicologa insieme. In più, abbiamo ricevuto due visite domiciliari: la prima con ass. sociale e psicologa, mentre la seconda – essendoci Daniele! – solo con la psicologa che ha chiacchierato con il bambino per verificare se avesse compreso il concetto di abbandono, se intuisse in qualche modo l’aspetto nascita-pancia-adozione, etc.

Gli ultimi colloqui con le due esperte, li abbiamo affrontati cercando di comprendere quali potessero essere i passaggi migliori per far capire a Daniele il percorso che stiamo facendo. Non è stato semplice, anche perchè ci eravamo accorti che il bambino non aveva MAI posto nessuna domanda sull’aspetto “nascita”, sembrava estremamente tranquillo o per nulla curioso sull’argomento.  

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