La storia di Gloria

Ciao Gabriella,
ho letto il vostro diario, guardato le foto, quelle della cameretta…e mi è sembrato di tornare indietro a tre anni fa…ma veniamo a noi! Ti preciso che a noi è successo tre anni fa e, da allora molte cose sono cambiate ma, l’operato di AIAU ha sempre lasciato dei dubbi. So quello che si prova dopo una revoca d’abbinamento, anche noi avevamo già fatto gli acquisti, quelli dettati dal cuore, anche noi avevamo la foto, del nostro bambino che avrebbe avuto quattro anni o giù di lì. I giorni seguenti la revoca per me furono d’incazzatura totale, di risentimento e di voglia di verità, d’amarezza e di paura di far parte di un meccanismo perverso vivente grazie “ai nostri bonifici”.

A noi ci mandarono anche una mail nella quale ripetevano quello che ci avevano detto nella telefonata, cioè che era tornata la mamma all’istituto e si era ripresa suo figlio. I sentimenti sono stati contrastanti, fra la felicità oggettiva di un bimbo che si ricongiungeva alla sua famiglia e all’incredulità e alle tante domande che ci siamo fatti sull’operato dell’ente e di come era stato dichiarato adottabile un bimbo dopo solo un paio di mesi che era in orfanotrofio. Abbiamo rotto un bel pò a suon di telefonate (anche cattive) e richieste varie e, dopo dieci giorni ci è arrivato un nuovo abbinamento (molto sospetto visto che questa volta si trattava di una bambina grandicella che sapevo tramite forum essere stata rifiutata da un’altra famiglia). Ci hanno detto che aveva sei massimo sette anni che era bellissima ecc. ecc. Ovviamente abbiamo acconsentito con il cuore in mano e il pelo sullo stomaco di chi non ci crede più e non si fida e abbiamo attteso per la sentenza. Dopo diversi mesi che non si sapeva niente un’altra telefonata di quelle che ti ricordi tutta la vita da parte dell’ente ci metteva al corrente che nostra figlia forse non era più adottabile e, se ci mettevamo in attesa per un nuovo abbinamento probabilmente ci poteva capitare QUALCOSA DI MEGLIO…ti lascio immaginare la nostra reazione!!! Ti tralascio i dettagli per dirti soltanto che siamo andati fino in fondo aspettando, che non ce la siamo sentiti di rinunciare a quella faccetta che ci guardava già da sei mesi  e, dopo altri tre mesi ci è arrivata la comunicazione per partire. Abbiamo incontrato la nostra Emma che non aveva sei anni ma quasi 11…non ci voleva, ci sono voluti due anni per accettarci reciprocamente e… che dire? Con la presidente dell’ente sono volate parole grosse, molto grosse, siamo state una delle coppie scomode che non è sottostata ai mille ricatti (di tipo monetario) ad Addis Abeba. Non abbiamo fatto causa all’Ente per salvaguardare nostra figlia che ha bisogno veramente di mille attenzioni. Abbiamo avuto un percorso molto difficile, i bambini grandi hanno bisogno di persone preparate e noi non lo eravamo. Adesso siamo in attesa per la seconda adozione … non diciamo niente…

Mi scordavo…mia figlia si ricorda molto bene del “nostro primo bambino” e mi ha confermato che la mamma era tornata a riprenderlo perchè, come ci ha detto lei, “era musulmano e quelli i figli non li abbandonano”.
Un abbraccio!

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Ciao Gabriella,
puoi e devi pubblicare quello che ho scritto. In passato sono stata addirittura censurata sul forum per una cosa “troppo scomoda” scritta al ritorno da Addis Abeba che posso mandarti e puoi riproporre quando vuoi.
Ti consiglio anche di postare sul topic di AIAU dove c’è (come dico io) il ritrovo dei “saltellatori” e dove facendoci un giro sembra che le persone non abbiamo capito minimamente a chi si sono rivolti.
la mia storia a suo tempo era sotto (ancora ) diario di Twiga, ripeto, sul forum sono stata criticata, da quel gruppetto che pur di avere un figlio pagherebbe montagne di soldi e non guarderebbe in faccia nessuno. Un consiglio spassionato è quello di mettersi in contatto con la presidente e fare la voce grossa, lei rimarrà imperturbabile e troverà mille motivazioni, (a noi ci disse che potevamo rivolgersi a qualcun altro che loro non aveva certo bisogno di cercarsi o tenersi buoni i CLIENTI). Una chicca che mi ricordo adesso era di quando la famiglia con noi ad Addis provò a manifestare sconcerto (non altro ) per la diversità dell’età delle bimbe (avevano detto loro 4 e 5 anni e invece erano 2 e 10) venne detto tranquillamente loro che la più grande la potevano lasciare lì e andarsene solo con la piccola se non si ritenevano soddisfatti.
Immaginati la loro reazione da persone mature e coscienti !!!!
Solo per farti capire che razza di gente gravita attorno agli enti…

GUIDA PER SOPRAVVIVERE AD ADDIS

Premessa
Questo piccolo prontuario per genitori adottivi in partenza per Addis vuole essere un aiuto pratico, non voglio fare polemiche di nessun tipo ma consigliare a tutti voi di agire sempre con il buonsenso e soprattutto gli occhi aperti. L’Africa è un posto fantastico e decidendo di avere un suo figlio siamo tutti africani.

COLLOQUIO PRE-PARTENZA CON L’ENTE

Ci hanno detto:
–    farà molto freddo, portate abiti invernali. C’erano 25 gradi!
–    Non prendete i taxi da soli, ci sono le pulci. La ragione è che prendendo i “loro taxi” si paga esattamente il doppio…e le pulci le abbiamo prese nella loro Guest House.
–    Scegliete la nostra struttura!!! E’ economica e si mangia bene, per mangiare decorosamente ad Addis spenderete anche 50 € a persona.
–    La loro struttura è una specie di fortino nella zona sud, vicino all’aeroporto, non è assolutamente economica per lo standard offerto ( 130 € al giorno). Per quanto riguarda il capito pasti lo affronterò più avanti e, comunque ad Addis si mangia benissimo con 5 euro a persona.

Le premesse non sarebbero delle migliori, comunque noi siamo stati in allegria e soprattutto grazie alle altre due coppie con noi abbiamo passato momenti irripetibili.

ALL’ARRIVO

Il primo giorno vi verranno a prendere all’Aeroporto, poi arriverete dopo cinque minuti di strada alla Guest-House, posta in una zona definita residenziale. Vi colpiranno le lamiere che hanno la funzione di recinzione, i cani randagi e le teste di capra per strada, oltre a un traffico pazzesco sulla Bole Road che diventerà la vostra meta per le passeggiate quotidiane. Un leggero mal di testa da altitudine mi ha accompagnato per i primi giorni, poi è sparito. Al vostro arrivo vi daranno la colazione, poi vi consegneranno una busta che conterrà nell’ordine:
–    Il conto da pagare a saldo della permanenza. (noi volevamo stare solo la settimana che avevamo già pagato in Italia ma non ci è stato possibile).
–    La possibilità di comprare la SIM card per il telefono.
–    Un foglio con scritto l’ordine del giorno e gli orari dei primi giorni di permanenza. Il primo giorno consigliano di non uscire (perché?). Il secondo giorno ti fanno vedere i bambini per mezz’ora e incontrare l’avvocato dopo aver fatto il giro turistico per Addis. Il terzo giorno ti danno i bambini e fanno la festicciola, al ritorno dall’orfanotrofio altra festicciola. Il quarto e il quinto giorno ti consigliano di stare rinchiuso nella guest-house con i bambini.
–    Un foglio con i locali consigliati da frequentare.
–    La possibilità di farsi cambiare i soldi dall’addetto.
–    Una busta vuota con scritto “donation”
–    Una busta con la richiesta della “DONAZIONE VOLONTARIA”  con addirittura la ricevuta già pronta. Le donazioni volontarie variano da 400 a 1.600 euro.

NOI

–    Noi ci siamo subito alterati perché ci hanno praticamente costretti a pagare 2.000.= euro per le due settimane successive anche se non volevamo stare lì.
–    Abbiamo preso la SIM card.
–    Non abbiamo usufruito del servizio taxi della struttura, basta fare pochi passi nella strada e ci sono tantissimi taxi, per lo più tutti puliti (poi uno lo sceglie) e molto più economici.
–    Cambiare i soldi conviene farlo da soli, si può cambiare all’aeroporto all’arrivo, all’Hilton, o in qualsiasi banca. Non vengono prese commissioni. C’è anche il bancomat, non sono tantissimi e può capitare che la macchina ingoi la tessera (è capitato a un “babbo”). Noi abbiamo portato contanti. Euro ovviamente.
–    Non abbiamo fatto nessun tipo di donazione.

DURATA SOGGIORNO

A noi avevano detto che saremmo dovuti stare un mese a causa del trasloco dell’ufficio dell’anagrafe. Ci avevano telefonato esattamente il 15/09/2009. Il giorno esatto in cui veniva emesso il certificato di nascita di nostra figlia. Quindi ci hanno preso per il ……….State attenti ai tempi dell’Avvocato, a noi ci ha fatto un scherzetto da niente. Ha deciso lei il giorno in cui dovevamo partire facendo slittare la nostra partenza di alcuni giorni. Vi diranno che l’Ambasciata Italiana impiega tre giorni per fare il visto. (Anche da Firenze si ostinano a confermare questo) Noi abbiamo preso i bambini e ci siamo recati personalmente in Ambasciata (nonostante le minacce e le parolacce dell’Avvocato) Ci hanno detto che loro il visto lo fanno il giorno stesso che l’Avvocato lo richiede. Noi ci siamo fatti annullare il precedente e ce lo siamo fatto rifare di nuovo. Questo giochetto sarebbe costato tre giorni di soggiorno in più, tradotto in euro 390 euro in più.
Consiglio dunque a tenere gli occhi aperti a partire dal quindicesimo giorno in poi.

SHOPPING E VESTITI PER I BAMBINI

Sulla mitica Bole Road ci sono diversi centri commerciali, i bambini impazziscono, e si può trovare di tutto, dai giocattoli alle scarpe. I prezzi sono buoni e si passa qualche ora a curiosare fra le cineserie locali.

ESCURSIONI E VIAGGI

Noi abbiamo fatto “scandalo” andando a fare un safari. Non è stato uno sfizio, non è stata incoscienza. E’ stata esigenza pura. Volevamo stare da soli con nostra figlia, per confrontarci, per conoscersi. Alla Guest-House i bambini stanno molto fra di loro, con la baby-sitter con le cuoche con i giardinieri…con tutti meno che con i genitori. E’ naturale, specialmente per i bimbi grandi come i nostri, però pesa, non sai cosa fare, ti senti sopportato a mala pena da quello che doveva essere il tuo sogno.
Abbiamo noleggiato una macchina e un autista e siamo stati fuori tre giorni. Telefonate, domande, richiesta di assicurazione, di vaccinazioni e bla bla bla.
E’ stata una bella esperienza, ci siamo divertiti, ci siamo scoperti, finalmente noi tre da soli. Ci voleva. Una struttura austera all’interno dell’Awasha Park e poi un soggiorno a trenta chilometri da Addis Abeba in una zona di laghi vulcanici. Una suite con due camere, doppi servizi terrazzo sul lago e colazione servita per 60 euro. (!!!)
Ad Addis si può andare in piscina all’Hilton (acqua termale) dove c’è un bel giardino. Allo Sheraton se si vuole esagerare e non perdere l’ora del thè.
Noi siamo andati due volte al ristorante Fin Fine per far strafogare le piccole di njera. Interessante il ristorante greco, per la domenica, c’è un campo per giocare a pallone e le giostrine. Bello anche se più caro il Top View da dove si domina tutta la città. Comunque per il mangiare non ci sono problemi, tutti i locali sono decentemente puliti. A noi avevano consigliato la visita allo zoo: è deprimente! Le giostrine accanto hanno entusiasmato le piccole anche se hanno immediatamente vomitato il loro primo gelato! Siamo stati anche al Museo Nazionale  per vedere Lucy: è piaciuta più a noi che alla bimba! Una bella gita da fare è alle Entoto Mountains, proprio sopra Addis, l’altitudini di oltre 3.000 metri fa girare la testa, ma il paesaggio e i boschi sono proprio belli e poi c’è la strada dove si allenano i campioni di maratona etiopi. Al ritorno ci si può fermare al mercatino per fare scorta di tessuti e vestiti tipici. Abbiamo anche avuto il coraggio di fare una puntatina al famoso Merkato per comprare spezie vere e qualche anticaglia (forse non vera). Vi proporranno la gita ad Holeta per vedere i programmi di sviluppo tenuti dall’ente. Noi ci siamo andati, ma proprio quel giorno non c’era nemmeno un bambino a scuola, stranamente era il giorno in cui si riunivano i maestri (!!!) Sulla strada del ritorno vi faranno vedere un posto dove alcune donne fanno ceramiche molto interessanti. La zona è quella della coltivazione intensiva dei fiori. Casualmente incontrando un amico di amici veniamo a sapere che il proprietario di quelle serre è il marito della responsabile del nostro ente. (!!!)

IL CIBO E LA GUEST-HOUSE

Pensione Mariuccia ai prezzi dell’Hilton o quasi.
Si può sintetizzare così. Camere dignitose, apparentemente pulite. Al quarto giorno ci grattavamo tutti, io di più. Eravamo infestati dalle pulci. Non ci sono commenti.
I pasti dignitosi, se non rapportati al prezzo pagato. Dovevamo sempre ricordare che la mattina ci voleva il latte e il pane. La cena un delirio, uova patate e piselli, cavolo e minestra, tutto scarso. Se volete la birra ve la procurate da soli.
Assistenza ai bambini: la baby sitter è una carissima ragazza, magari se parlasse un pochino d’italiano sarebbe più utile ai bambini e ai genitori. Dopo due giorni che stavano con  lei (arriva alle quattro del pomeriggio) non volevano più saperne di noi.
Consiglio spassionato: cercate un’altra struttura. Addis è piena di guest-house e alberghi.

ASSISTENZA DA PARTE DELL’ENTE

Noi parliamo un po’ d’inglese, la coppia che era con noi nemmeno una parola. All’incontro con l’avvocato non c’era la traduttrice, ho tradotto io anche per loro. La social worker tutte le volte che doveva comunicare con l’altra famiglia mi chiamava. Non c’era nessun responsabile durante la nostra permanenza; quando l’abbiamo cercata non si è fatta chiaramente trovare (pulci e questione visto).
Non ci sono stati vicino, a parte l’esagerato interessamento del nostro safari.

I BAMBINI

Non mi ero certo scordata il motivo fondamentale di questo viaggio. Siamo diventati genitori. Nostra figlia è con noi. Siamo in tre finalmente. Questo dovrebbe bastare e farci scordare tanti disagi. Noi però siamo persone alle quali non piace essere presi in giro.
Eravamo in tre coppie con tre bambine della stessa età. Sul passaporto due del 2003 e una del 2002 (la mia). In realtà si tratta di bambine di nove-dieci anni. Per intendersi bambine con il seno. Bambine che non sono più bambine. Bambine che andranno comunque in prima elementare e che in quinta elementare avranno biologicamente13 anni. Perché non ci hanno detto la verità? Ci saremmo preparati diversamente! Perché tanti incontri con psicologi a raccontarci il niente e ora ci troviamo ad affrontare problematiche sconosciute? Avevano paura che dicessimo di no? La mia bambina al primo incontro ci ha detto che aveva nove anni, poi ha detto “sorry” poi ha detto sette. Quando le ho fatto la doccia si è indicata il seno e mi ha detto “ Sorry mamma”! Queste parole mi rimarranno per sempre nelle orecchie. Perché ci dicono che in Etiopia non ci sono mezzi per dare una data di nascita precisa? Basta un qualsiasi pediatra per constatare che le nostre bambine hanno tre anni di più. Basta con la retorica che non importa che comunque è una gioia che comunque sarà nostro figlio per sempre. La nostra per i primi giorni ha sempre pianto, non ci voleva, ma non come un capriccio da bambino piccolo, come crisi pre-adolescenziale. Abbiamo visto genitori disperati e amareggiati. Resta l’amarezza e la consapevolezza di essere stati presi in giro, di essere stati vittime di tante bugie. Noi avevamo alle spalle un abbinamento saltato. Abbiamo chiesto alla Social Worker del destino di questo “figlio per una settimana” per il quale avevamo già dato l’autorizzazione all’adozione. Ci ha risposto che era stato rapito, comprato, venduto, ma poi restituito alla madre. Ci dobbiamo credere? Che possiamo pensare? Dobbiamo fare finta di niente?

CONCLUSIONI

Il nuovo fiore ( Addis Abeba) è comunque una città brutta, noi abbiamo cercato sempre malgrado la situazione e malgrado il prurito a causa delle pulci, di divertirci, di sdrammatizzare e anche prendere in giro le nostre “belve”. Quando per imparare coltello forchetta piatto e bicchiere abbiamo ripetuto per ore queste parole…e incredibilmente ripetevano “coltetto e forchella” quando per insegnare a contare non si andava più avanti di 1 e 2 e…straordinariamente sempre 7! Quando abbiamo visto la prima puntata di Pippi Calzelunghe cinque volte! Quando abbiamo ballato tutti insieme le canzoni di Carlo Conti in preda alla disperazione più cupa! Quando abbiamo affondato i dispiaceri in una bottiglia di Vodka! Quando le nostre dolcezze ci preparavano i bocconcini di njera piccantissimi e abbiamo ingoiato facendo finta di niente!  Quando abbiamo preso la prima volta l’ascensore e le bambine hanno gridato tutte insieme, quando sono salite sulla scala mobile e tremavano…quando sono salite in aereo e hanno capito che non si tornava indietro.

Da Gloria per voi

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5 risposte a La storia di Gloria

  1. MARIAGRAZIA ha detto:

    Non ho parole…….credetemi sono rimasta sconvolta……ma vi ammiro per come avete affrontato tutto questo. Penso che sia ora però che questo ente si prenda quello che merita e capisco Gabriella quando dice che farà un macello…Immagino lo stato d’animo di una coppia che, dopo aver letto tutto questo, si accinge a partire chiedendosi cosa saranno costretti a subire…..A Gabriella un grosso in bocca al lupo sperando che la sua storia volga al meglio, te lo auguro con tutto il cuore !!!!! Confesso che io, dopo tutte le cose che stanno venendo fuori e dopo quello che ti è successo, sarei corsa a dare revoca, non avrei avuto il coraggio di affrontare un viaggio così pieno di incognite e rischi. Un bacione !!!!

  2. che dire…
    non ci sono parole, solo incroci e preghiere.

  3. anna ha detto:

    Anche noi abbiamo subito un abbinamento saltato dopo 5 mesi ente diverso ma dolore identico ora siamo genitori di due meravigliosi figli etiopi un abbraccio anna

  4. Claudia ha detto:

    Ciao a tutti! Noi abbiamo avuto un’esperienza molto diversa rispetto a molte altre che, come la vostra, che si sentono spesso; siamo stati sempre seguiti nel migliore dei modi…era tutto molto chiaro, abbiamo fatta tantissima formazione come si deve (importantissima), i soldi sapevamo esattamente quanti erano e per cosa servivano (e non erano le cifre assurde di cui si sente spesso!!!!!) sia prima che durante il soggiorno nella bellissima Addis Abeba (che abbiamo girato grazie al nostro ente!). Noi abbiamo scelto un ente serio, dopo averne girati parecchi, che durante il percorso della ns seconda adozione continua a dimostrarsi tale. E’ assurdo che vengano fatti abbinamenti se non vi è la certezza assoluta che si concluda…e che i bimbi siano davvero adottabili…si sente davvero di tutto…Un consiglio: state molto attenti a chi vi affidate! una mamma adottiva

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